Vi raccontiamo una storia. Non una favola, una storía vera.

C’era una volta un cane. Un bellissimo cane nero.

Quand’era cucciolo era stato scelto e voluto da una famiglia.

Poi, nel corso degli anni, era stato amato, viziato, coccolato, riempito di attenzioni e di baci. Era stato portato in vacanza, abbracciato senza sosta, a volte sgridato. Gli venivano annusate le orecchie, cosi solo per ridere, e succedeva anche che finisse “in castigo”, ma per poco tempo eh!

Era un cane speciale, quel cane. Un cane che appena lo conoscevi ti entra- va dentro fino al cuore, dritto dritto come una freccia di Cupido, e ti faceva innamorare.

Era un supercane. Eppure succede anche ai supereroi di fallire, a volte. Quel supercane per undici gloriosi anni aveva combattuto e sconfitto d tutto: postini, veterinari, punture, cani antipatici, giocattoli brutti, cellulari della sua mamma umana, perfino una porta d’ingresso!!! Vel’abbiamo detto che era un super super cane!

Ma la sua ultima battaglia, quella no purtroppo. Quella non l’ha vinta. il suo antagonista era un brutto male, quel male cattivo che solo a pronunciare il nome ci si spaventa.

E cosi dopo un anno di guerra aperta con quel maledetto tumore, il nostro supe- po’ troppo stanco per farlo. Ci ha chiesto di fare la scelta più dura, quella più reroe ci ha chiesto di aiutarlo. Aiutarlo a smettere di combattere, perchè era un dificile e dolorosa per chi ama un cane.

Mentre il veterinario accompagnava il nostro Ares sul Ponte dell’arcoba Mentre i hoi eravamo li a promettergli che l’indomani l’avremmo portato al mare. Che avremmo corso sulla spiaggia e mangiato una quantità indu striale d biscotti fin quasi a scoppiare Gi abbiamo promesso gite in montagna e abbracci stritola-ossa sullettone di mamma. Mentre lui lasciava questo mondo ed il suo corpo, noi eravamo li a rassicurarlo e a prometterg unsacco di cose stupende.

Perchè per piangere avremmo avuto tempo dopo. dolore atroce del perdere un cane che per noi era come Quel giorno, nel unfiglio, ci siamo per la prima volta fermati a pensare a quanti cani ogni giorno muoiono da soli nei canili, dopo anni ed anni di sbarre. Dopo anrni ed anni di niente.

Un pensiero che giorno dopo giorno è maturato e si è fatto più immenso e più intenso. Prima di morire dovrebbero avere la possibilità di rotolarsi sullerba. Di ricevere un’intensa annusata d’orecchio. Di poter distruggere un cellulare ed una porta d’ingresso.

Ma soprattutto meritano di andarsene con qualcuno che gli sussurri promesse di gite felici e indigestione di biscotti.

Tutti i cani meritano di spegnersi con qualcuno accanto.

Ed è questo che noi vogliamo fare. Questa è la nostra missione. Purtroppo non potremo aiutari tutti, ne siamo consapevoli, ma anche rOceano è un insieme di gocce.

PERCHE NESSUN CANE DEVE ANDARSENE SENZA AVERE VICINO QUALCUNO CHE GLI DICE CHE LO PORTERA AL MARE ARES LA STORIA DI ARES